Le fotografie da elicottero di Villa Crivelli Pusterla

25LI Le fotografie da elicottero di Villa Pusterla (3)

 

Le prime riprese effettuate da ‘macchine volanti’ furono eseguite agli albori della fotografia e risalgono al 1855-1856. Oltre 150 anni ci separano, quindi, dalle sperimentazioni effettuate da Felix Tounachon, detto Nadar, che fu immediatamente affascinato dalle ascensioni con palloni aerostatici frenati, che coglieva come occasione per fotografare il villaggio Petit-Becétre nei pressi di Parigi. Avendo compreso le grandi potenzialità della fotografia aerea, il 23 ottobre 1858 Nadar ne chiese il brevetto, tentando, contemporaneamente, di migliorare le tecniche di ripresa.

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Nadar sfruttò anche in termini pubblicitari le sue ‘fotografie aeree’, comprendendo pienamente il fascino che la visione dall’alto aveva, e continua ad avere, sull’uomo. Osservare dal cielo un territorio, infatti, non costituisce solamente un’esperienza sensoriale capace di generare stupore per l’inusuale punto di vista che fuoriesce dalla quotidianità, ma è uno stimolo intellettuale che aiuta la riflessione, perché consente di frap­porre una distanza tra l’osservatore e il contesto abitato o altrimenti sperimentato. Questa visione, infatti, libera dai condizionamenti fisici fortemente limitativi del risiedere e del camminare all’interno di una maglia urbana o, più semplicemente, di muoversi in una architettura e in un luogo. Anche per questa ragione il Sistema delle Ville Gentilizie e l’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda (ISAL) hanno commissionato allo studio fotografico BAMS Photo Rodella, equipe di fotografi nota per essere specializzata in riprese da elicottero e da cavalletto, di ritrarre il contesto nel quale sorge la storica Villa Crivelli Pusterla e l’ex complesso manicomiale. Ciò che emerge dal racconto fotografico è la peculiarità del luogo, caratterizzato da un suggestivo impianto storico immediatamente percepibile nei suoi valori dimensionali. Il complesso, infatti, appare come una realtà unitaria quasi ‘fuori scala’ rispetto al ‘contorno abitato’, che nella sua imponenza cerca di dialogare con il contesto territoriale.

Le immagini scattate, dunque, rivelano con evidente capacità narrativa le attuali dinamiche di viabilità interna e i legami che intercorrono tra la villa e gli edifici situati nella parte superiore del comprensorio e con quella inferiore, oggi in gran parte occupata dall’area agricola dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Luigi Castiglioni”. Visioni fotografiche da elicottero, dunque, che costituiscono uno strumento utile per leggere le differenti fasi storiche di sviluppo del complesso e della vegetazione propria del verde pertinenziale della villa, consentendo, con visioni emotivamente coinvolgenti, approcci pluridisciplinari che spaziano dalla semplice fruizione estetica ad approcci architettonico-progettuali più complessi.