Laghetto

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Il laghetto artificiale che si trova al centro del giardino è ancora oggi elemento di interesse naturalistico, anche se meno curato di come doveva un tempo apparire. Addirittura questo specchio d’acqua meritò parole di lode da parte di alcuni visitatori, che ne declamarono la pace e la bucolicità in versi e poesie. Doveva trattarsi infatti di una delle maggiori attrazioni del parco di Villa Arconati, poiché impressionava per le sue acque placide, le piante acquatiche, le ninfee e le specie animali, come pesci e volatili, che lo abitavano.

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Anche in questo laghetto dovevano essere presenti dei giochi d’acqua, come documentano testimonianze dell’epoca, con getti e piccoli zampilli che servivano a suscitare la meraviglia degli ospiti e a continuare il tema dei giochi acquatici che erano disseminati a sopresa lungo tutto il percorso. Sappiamo dalle lettere inviate dai nobili invitati a visitare la villa della famiglia Arconati, che si aveva la possibilità di solcare le acque del piccolo specchio d’acqua con piccole barche a remi.
Il tema dell’acqua era fondamentale nella ritualità del vivere in villa dei secoli passati, poiché offriva ampi motivi di divertimento e consentiva ai nobili e alle dame di rinfrescarsi e di provare refrigerio durante le torride estati lombarde. Al centro del lago si vedono ancora tre basi in pietra, circolari, che un tempo dovevano funzionare come fontane zampillanti, ma che oggi hanno perso ogni funzione pratica. Nel 1991 lo specchio d’acqua divenne sede espositiva e scenario naturale della scultura “La Sequenza” di Fausto Melotti. Quest’opera, realizzata dieci anni prima, consisteva in una struttura metallica dipinta di rosso, che ricordava i tasti di un pianoforte. Selezionata dal critico Germano Celant all’interno di una vasta retrospettiva dedicata al grande artista roveretano, questa scultura rimase in loco sino al 2004, quando fu spostata nel cortile d’ingresso dell’Hangar Bicocca di Milano.