Roggia

Particolare dell’alveo dell’antica Roggia viscontea (Fototeca ISAL, fotografia di Giulia Bombelli)
Particolare dell’alveo dell’antica Roggia viscontea (Fototeca ISAL, fotografia di Giulia Bombelli)

Sul lato orientale della villa è possibile ancora oggi scorgere uno stretto canale contenuto da due piccoli muri in pietra, ora in secca. Si tratta dell’antica “Roggia” di epoca viscontea che ha determinato la ricchezza dell’agricoltura desiana, e che è stata strenuamente difesa dai proprietari di queste terre. Fu nel 1383 che i Visconti fecero costruire un canale per trasportare l’acqua dal fiume Seveso verso i proprio terreni. Con il declino della fortuna di Bernabò Visconti, il canale lentamente sparì, ma nel XVI secolo le terre intorno a Desio ricominciarono ad attirare gli investimenti di nobili e di borghesi portando con se’ il ripopolamento della zona e una ripresa economico-sociale della cittadina.

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Fu dunque in questo periodo che la roggia tornò in attività, trasportando l’acqua per l’irrigazione artificiale dei fondi agricoli rendendo anche possibile la sostituzione delle colture cerealicole tradizionali con prodotti di pregio destinati al mercato cittadino. La famiglia Rho, proprietaria del complesso fino al 1625, sancì in modo deciso i propri diritti sul corso della roggia, trasformandola in una fonte di reddito grazie allo sfruttamento dei mulini. Nel 1817, quando la villa passò ai Traversi, il corso della roggia era severamente controllato da campari armati stipendiati perché la sua acqua alimentava le piccole attività proto-industriali e serviva la fitta rete idrica per abbellire il parco, compreso il lago, oggi scomparso, della superficie di circa 6.000 mq. Fortemente decisa ad affermare i suoi privilegi, la famiglia Traversi si dimostrò particolarmente attiva nel denunciare ed intentare cause giudiziarie nei confronti di tutti coloro, privati o enti, che attingevano l’acqua della roggia senza un esplicito assenso. La diatriba continuò sino al 1922, quando i fontanili che alimentavano il canale furono inseriti nell’elenco delle acque pubbliche della provincia di Milano, facendo perdere ogni diritto e la supremazia della casata Traversi sullo sfruttamento delle acque della roggia.
Oggi l’amministrazione pubblica si è impegnata nel recupero delle sue sponde e dei suoi piccoli passaggi coinvolgendo anche il mondo dell’associazionismo locale, interessato a valorizzare questo particolare aspetto del processo agricolo-produttivo di Desio e dei conflitti sociali che generò e che, forse, oggi meriterebbe differente considerazione.