Cipresso calvo (Taxodium distichum)

Un cipresso calvo nel contesto vegetale di Villa Crivelli Pusterla a Limbiate (Fototeca ISAL, fotografia di Anna Zaffaroni)
Un cipresso calvo nel contesto vegetale di Villa Crivelli Pusterla a Limbiate (Fototeca ISAL, fotografia di Anna Zaffaroni)

 

All’interno dello storico parco di Limbiate, percorrendo un viale alberato che piega verso oriente si raggiunge uno spiazzo dal quale si apre una visione della Villa Crivelli Pusterla, che da questa posizione si può ammirare in tutta la sua magnificenza. La anticipano piccole porzioni di prato dove si elevano imponenti alberi di cedri dell’Atlante, tassi, magnolie, cipressi calvi (Taxodium distichum), così chiamati perché, in autunno, i rametti e le foglie aghiformi, cadono sul terreno. Questa specie è stata una dei primi alberi americani introdotti in Europa intorno al 1640.

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Si tratta di una conifera caduca molto longeva originaria dell’America settentrionale e centrale che, negli esemplari centenari possono raggiungere i 35-40 m di altezza. Ha tronco eretto, allargato alla base e presenta una corteccia spessa, bruno-rossastra e spesso fessurata con l’età della pianta. La chioma è piramidale e, con gli anni, tende a divenire disordinata. Le foglie sono lineari, appiattite e di colore verde chiaro, e in autunno, prima di cadere, divengono dorate, poi marroni e in fine rossastre.
I fiori maschili e femminili crescono in lunghe pannocchie ascellari. Le pigne, invece, sono tondeggianti, legnose e maturano a fine autunno liberando i semi. La principale caratteristica del cipresso calvo è rappresentata dalle radici, che se vengono piantate profondamente nel fango stagnante, poco o per niente ossigenato, producono alcune ramificazioni al di sopra del normale livello dell’acqua, anche ad una certa distanza dal tronco. Queste raggiungono una ragguardevole altezza, circa due metri, e sono chiamate pneumatorizze o pneumatofori. Questi ultimi hanno una struttura anatomica specializzata, con pori nella corteccia (lenticelle) che permettono all’aria di entrare e circolare all’interno della radice. Per queste sue caratteristiche il cipresso calvo è molto comune in parchi e giardini, anche storici, della pianura padana, spesso sito sul bordo di canali, stagni e laghetti, da cui lascia sporgere le singolari radici respiratorie.
Le Taxodiacee costituiscono una delle più interessanti famiglie di conifere, i cui fossili risalgono a circa 150 milioni di anni fa. Attualmente è rappresentata da specie a distribuzione ampiamente dispersa, che sono i resti di popolazioni molto più diffuse nel terziario. Sono caratterizzate dalla presenza di foglie aghiformi e decidue, inserite a spirale sui rami con strobili lignificati. Le piante decidue di Taxodium hanno le foglie inserite su brevi rami laterali, brachiblasti, assieme ai quali cadono in autunno, a loro volta portati da rami normali.
Purtroppo in assenza di studi specifici sulle essenze arboree che un tempo ornavano il grande giardino pertinenziale di Villa Crivelli Pusterla, non si può stabilire l’entità della sua presenza a Limbiate, sebbene alcuni suoi esemplari permangano ancora oggi nel vasto parco.