Bosco delle Querce: presentazione generale

2S Il Bosco delle Querce (2)

 

Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda sorge su un territorio di 43 ettari, di cui 35 nel Comune di Seveso e 8 in quello di Meda. Il parco è nato sul territorio maggiormente inquinato (Zona A) dalla nube tossica che si sprigionò il 10 luglio del 1976 dalla fabbrica ICMESA (Industrie Chimiche Meda Società per Azioni) di Meda, che conteneva, tra le altre sostanze tossiche, anche la diossina (2,3,7,8 TCDD). La necessaria opera di bonifica comportò la demolizione dei fabbricati esistenti e l’asportazione dei terreni superficiali.

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Dopo un dibattito durato anni, grazie anche ai movimenti popolari locali e al parere del prof. Gian Antonio Lanzani, biochimico sevesino, nel 1983 fu approvato il progetto relativo alla realizzazione di un bosco sull’area interamente bonificata. I lavori ambientali e forestali iniziarono nel 1984 e
terminarono nel 1986.
Il Bosco è oggi luogo di memoria ed è “vivo”, fruibile e godibile e ogni suo angolo continua ad essere un dialogo senza fine tra passato e presente.

Il Parco Naturale del Bosco delle Querce costituisce una vera e propria isola di natura. Grazie a oculati interventi di ripristino ambientale e di creazione di ambienti boschivi, arbustivi, prativi e acquatici (che ben rappresentano i principali habitat naturali dell’alta pianura lombarda) la natura ha lentamente riconquistato gli spazi che le erano stati sottratti dall’uomo e numerose specie vi sono tornate a vivere spontaneamente, ricolonizzando un territorio che era diventato sterile.
Il ricco mosaico di ambienti naturali attualmente presente nell’area protetta comprende boschi di latifoglie e di conifere, arbusteti, brughiere, praterie e ambienti acquatici quali stagni e corsi d’acqua e ospita una biodiversità particolarmente significativa.
Le specie arboree che si possono incontrare nel Parco sono il cerro, la farnia, la rovere, il tiglio, il carpino bianco, il faggio, il frassino e diverse specie di acero. Tra gli arbusti, dominano il biancospino e la sanguinella, le cui foglie si colorano di rosso intenso in autunno, ma si possono trovare anche il ligustro e la lantana che in primavera offrono splendide fioriture bianche.
La gestione del bosco è stata indirizzata a trasformare il Parco, impostato con un impianto iniziale forse troppo artificiale, in un ambiente più naturale, promuovendo la formazione di alcune aree rinaturalizzate dette “aree sporche”. Questo ha permesso al Bosco delle Querce di assolvere ad una duplice funzione: estetico/ornamentale e ricreativa da un lato e naturalistica dall’altro. Proprio in quest’ottica dal 1989, di anno in anno è stato ridotto il numero di sfalci dei prati e contemporaneamente la superficie totale interessata dai tagli che è passata da 28 ettari nel 1989 a 16 ha nel 1991; tutto ciò per favorire lo sviluppo naturale dell’ecosistema. Grazie a questa attenta gestione negli anni si sono evoluti ambienti caratterizzati da un discreto grado di naturalità che sono stati colonizzati da numerose specie animali. L’ultimo “nato” è il Prato delle Farfalle: da qualche anno infatti il prato situato vicino al Grande Pioppo è stato lasciato alla libera evoluzione e oggi ospita numerose specie di farfalle in primavera.

Dal dicembre del 2006 il Bosco delle Querce è parco naturale regionale con la gestione affidata al Comune di Seveso in convenzione con il Comune di Meda. Le attività vengono supervisionate da un apposito Comitato che vede presente, oltre ai rappresentanti del Comune di Seveso e Meda, anche la Regione Lombardia, la Fondazione Lombardia per l’Ambiente e l’Ersaf – Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste.

Negli ultimi anni al Bosco delle Querce sono state promosse una serie di iniziative anche in collaborazione con diverse associazioni locali. Il parco ha un proprio centro visite, posto in via Ada Negri, e propone attività di educazione ambientale per le scuole e visite guidate per gli adulti anche in collaborazione con Legambiente. Il parco è aperto da aprile ad ottobre tutti i giorni, mentre da novembre a marzo il sabato e la domenica. In questo periodo dell’anno il parco è comunque visitabile tutti i giorni dalle 7.00 alle 12.30 dall’ingresso di via Ada Negri che porta al Centro Visite, sede anche dell’ufficio Ecologia e Ambiente del Comune di Seveso.
Il parco, per la sua particolare origine, è fonte di continui studi da parte di ricercatori scientifici; in particolare l’area naturalistica permette di poter lavorare su una zona quasi completamente isolata in cui l’intervento umano è stato ridotto al minimo.
La cura e la manutenzione del parco sono affidati, sin dalla nascita del parco, all’ERSAF, che ha provveduto alla gestione del parco con una serie di interventi di sviluppo dell’ecosistema che hanno progressivamente completato il rimboschimento dell’area e le relative sistemazioni paesistiche.